Al manicomio

Quei tali, presi gli accordi con la Curia Vescovile, andarono a parlare col Direttore del Manicomio. Ottenuto un posto al creduto pazzo, due di loro, i più svelti e coraggiosi, accettarono di eseguire il pietoso disegno.
Presero a nolo una vettura chiusa, si recarono all’abitazione di don Bosco, e, fatti i primi convenevoli, lo invitarono a una passeggiata dicendogli: – Un po’ d’aria ti farà bene, caro don Bosco; vieni, abbiamo qui una carrozza che ci aspetta.
Il Santo si avvide subito del gioco che gli volevano fare, ma accolse l’invito esclamando:
– Corbezzoli!… una carrozza!… Evviva la carrozza!… Veramente non ci sono assuefatto, ma via!… andiamo.
Giunti alla vettura, lo invitarono ad entrare per primo; ma egli si scusò dicendo: – No! sarebbe una mancanza di rispetto per parte mia. Favoriscano loro per primi.
Quelli salirono senza alcun sospetto, persuasi che don Bosco li avrebbe seguiti; ma egli, appena li vide dentro, chiuse con fragore lo sportello, gridando al cocchiere: – Presto!… al Manicomio!!!
Il vetturino sferza il cavallo, e più veloce che non si dica, giunge alla mèta ove, trovato il portone spalancato e gli infermieri pronti in attesa, entra di corsa.
Il custode chiude prontamente il portone; gli infermieri circondano la carrozza, aprono gli sportelli e invece di un pazzo ne vedono due.
Quantunque entrambi protestassero energicamente, furono condotti al piano superiore; ed essendo assenti medici e Direttore, perché era l’ora del mezzogiorno, dovettero adattarsi a pranzare coi ricoverati. Solo verso sera, chiarito l’equivoco, poterono essere messi in libertà. La cosa fece in un baleno il giro della città, e da quel giorno si corressero le idee nei riguardi del Santo, e l’ammirazione verso di lui s’accrebbe assai.

Al manicomioultima modifica: 2009-09-23T13:55:00+02:00da mauroartico
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